Conduttrice deride bambino che ama la danza

ArgentieriParità, UguaglianzaLeave a Comment

Danza calcio

Correva l’anno 2000 quando il film di Stephen Daldry intitolato “Billy Elliot” usciva nelle sale di tutto il mondo. L’attore Jamie Bell, alla sua prima prova sul grande schermo, interpretava un bambino di 11 anni il cui sogno è quello di diventare ballerino di danza classica. Nella trama, vediamo Billy dover prima nascondere e poi difendere la sua passione, anche nei confronti del padre e il fratello maggiore, entrambi minatori. Orfano di madre, Billy può contare solo sul supporto della sua insegnante di danza, la sig.ra Wilkinson, che lo vuole preparare per la Royal Ballet School di Londra.

Billy Elliot

Correva l’anno 2000, dicevamo, quando il balletto non era considerato un’occupazione per maschi.
Corre l’anno 2019 quando una conduttrice di Good Morning America, un seguitissimo programma della tv statunitense, deride in diretta l’interesse per la danza di George, figlio di William e Kate, reali di Inghilterra. “Non avete idea di quanto siamo felici delle lezioni di danza”, sghignazza la conduttrice Lara Spencer mentre si diffonde la risata nel resto dello studio.

Sebbene il pubblico in studio sembra reagire alla battuta di un comico, canzonando le occupazioni di bambino di 6 anni, la rete non sembra affatto d’accordo e molte voci si sono alzate per dimostrare disaccordo con l’accaduto.
Tra i noti di casa nostra non poteva mancare Roberto Bolle, Étoile del Teatro alla Scala di Milano e Principal Dancer dell’American Ballet Theatre di New York. Sul suo account Instagram, il volto internazionale della danza scrive:
Vorrei proprio sentire se abbiate pensato che questo fosse divertente o non appropriato. Da ballerino, mi sembra difficile che Lara Spencer abbia permesso che ciò accadesse. E’ già abbastanza difficoltoso per così tanti ballerini maschi che vengono derisi.

A quanto pare, gli stereotipi di genere sono diffusi ancora ovunque, non solo in Italia dove resiste una certa mentalità maschilista e sessista. Ricordiamo quello accaduto a Terni nell’ottobre scorso, quando si è alzata un’irragionevole opposizione contro l’iniziativa “Bambone azzurre e soldatini rosa“: la consigliera alle pari opportunità della provincia Maria Luisa di Lernia aveva promosso questa iniziativa che mirava proprio la lotta agli stereotipi basati sul sesso e alla consapevolezza di chi siamo, la nostra personalità e di come vorremmo essere (leggi il mio articolo scritto per l’Istituto A.T. Beck).
Molta strada va fatta ancora su questo fronte e l’impegno deve essere da parte di ognuno di noi. Lo stereotipo, piantato nella nostra testa dalla nascita, si rivela in qualsiasi aspetto della nostra vita, dal colore del vestito che pensiamo non appropriato all’hobby che, alternativamente, la società trova femminile o maschile. Vi svelo un segreto: gli hobby, come i colori e come molteplici altre cose, non nascono né maschi né femmine, siamo noi che li dividiamo e li chiudiamo, e chiudiamo noi stessi, dentro due scatole a tenuta stagna.

 

 

Photo by Gaelle Marcel on Unsplash