Due italiani stuprano una ragazza a Londra: dov’è il problema?

ArgentieriEducazione civica, NewsLeave a Comment

Una notizia di ieri mi ha fortemente colpito e mi ha lasciato molta amarezza e un grande senso di vergogna. Purtroppo Repubblica relega la notizia nella sezione esteri quando, a mio avviso, dovrebbe trovare posto in prima pagina.

Cosa è accaduto

Due ragazzi italiani, di 25 e 26 anni, hanno violentato a turno una ragazza ubriaca in un night club di Soho a Londra.
Si sono difesi affermando che il rapporto era consensuale. Purtroppo per loro, le telecamere di sicurezza testimoniano che la ventitreenne fosse visibilmente ubriaca, tanto che se la passano l’un l’altro per baciarla e poi la sostengono mentre si spostano verso una sala manutenzione dove è avvenuto lo stupro. Sei minuti dopo, la rivestono, la portano nel bagno e la abbandonano.
È allora che, come si può vedere nei video, i due ragazzi corrono fuori dal night club, si complimentano dell’accaduto dandosi il cinque, abbracciandosi e mostrandosi sullo smartphone la registrazione dello stupro.
La ragazza è stata trovata un’ora dopo ancora nel bagno, dallo staff del locale e portata a casa da una coppia di francesi. La sua coinquilina, vedendola sofferente, la porta al pronto soccorso dove è stata sottoposta a chirurgia per le ferite riportate.
Le conseguenze fisiche dello stupro documentate dal pronto soccorso ma ancora prima il racconto della ragazza e il fatto che non si reggesse in piedi sono prove inconfutabili che non si è trattato di un rapporto consensuale, non si è trattato neanche di un rapporto sessuale: si è trattato di un’aggressione e uno stupro di una persona in un momento di vulnerabilità.
Il detective sergente Rebecca Woodsford, che si sta occupando delle indagini, ha affermato che i due ragazzi “hanno pensato che avrebbero potuto attaccare una vittima vulnerabile, vantarsene e andar via senza conseguenze. Si sono sbagliati di grosso e ora pagheranno il prezzo delle loro azioni“.

Mi sono domandato

Qual considerazione hanno questi due ragazzi dell’altro, della donna, dell’essere umano?
Quand’è che quella ragazza, nella loro testa, ha smesso di essere una persona ed è diventata un oggetto, una preda senza diritti?
E se fosse successo alla loro sorella? Alla loro ragazza? Alla loro madre?
Cosa avrebbero provato loro?
Quella stessa ragazza è sorella, ragazza o madre di qualcuno che ora sta soffrendo con lei.

Quante sono le vittime

Senza nulla togliere alla ragazza e alle altre donne, ragazze e bambine che hanno dovuto sopportare tutto questo, portando rispetto per il dolore di chi è vittima di stupro, mi sento di dover fare una considerazione è allarga lo zoom sulla questione.

Come scrive su Facebook Antonella, una mia amica, “L’uomo violento non è malato, è il figlio sano del patriarcato.”. Il problema è che nel terribile e odioso evento di uno stupro, proprio come il suo fratello minore il bullismo, le vittime sono tante e non solo chi riceve l’aggressione. Le vittime sono anche i carnefici che hanno una tale macchia sulla loro vita. Le vittime sono anche i carnefici perché né le loro famiglie né la società hanno insegnato loro il rispetto dell’altro e quindi li hanno legittimati a poter fare una cosa del genere. Le vittime siamo tutti noi che viviamo in un mondo in cui sopraffare l’altro è sinonimo di furbizia, bravura, intelligenza, successo, ambizione.
Il colpevole deve pagare, come dice il sergente londinese, ma dobbiamo fare in modo che non si macchi di tale crimine. A monte. Deve dilagare una cultura del rispetto, dell’accoglienza, della gentilezza. Dobbiamo insegnare ai nostri bambini, in famiglia quanto a scuola, la sopraffazione, l’uso di un potere per approfittare dell’altro, in tutte le sue declinazioni, non può aver luogo. Non deve aver luogo. Dobbiamo essere noi adulti esempio di questo, perché nessun 25enne possa nemmeno pensare di approfittare di una ragazza ubriaca e nessuna 23enne debba sentirsi in pericolo, se alza il gomito o meno.

Chi vi dice che il mondo va così o si è arreso o è in cattiva fede. Il mondo lo facciamo noi, ogni giorno, con le nostre azioni, i nostri commenti, le nostre iniziative.

Guida online per le donne

Ne approfitto per dar voce ad un’e-mail che mi è arrivata qualche tempo fa. Emma Russo, una lettrice del mio blog, mi ringrazia del lavoro di promozione del rispetto verso le donne che cerco di portare avanti in diversi miei post. Mi segnala, inoltre, una guida che parla della sicurezza online per le donne. Il punto dietro quesa guida è che la democraticità dei social genera spesso la confusione tra libertà di espressione e offesa o molestia. Come mi riferisce Emma, questa guida è stata scritta da donne per le donne e permette alle donne di proteggersi on-line specificando vari metodi adatti ai diversi social media, da Facebook a Twitter a MeetUp.   Cliccate qui per visitare il sito e consultare la guida.
Grazie a te, Emma.