Perché non siamo proprietari della nostra salute

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Nora Bateson

Chi mi segue e conosce sa che nutro profonda ammirazione e stima per la famiglia Bateson, il cui membro più famoso è Gregory Bateson, scienziato e tra i pensatori più originali del secolo scorso. La figlia Nora Bateson ha seguito e sviluppato le idee del padre (le ho già dedicato due post, link in fondo), ed ero curioso di conoscere il suo pensiero in questo periodo così particolare delle nostre vite nel quale abbiamo a che fare con una pandemia dalla quale con fatica stiamo cercando di riprenderci.

Perché Nora? Perché, grazie alla sua formazione e alla famiglia nella quale è nata e cresciuta, Nora può aiutarci a vedere le cose nel loro contesto, ricavando nuovi spunti e informazioni che sfuggono al nostro solito modo di vedere il mondo. Riporto qui alcuni aspetti che considero particolarmente interessanti di un podcast di qualche giorno fa.

ALL’UNISONO
Per la prima volta nella storia, tutti gli esseri umani hanno parlato dello stesso argomento nello stesso tempo. Tutti abbiamo suonato variazioni dello stesso tema. Se ci fermiamo a pensare, mai prima d’ora è successa una cosa del genere. Grazie all’uso corretto di globalizzazione e internet, l’intero genere umano si è confrontato per settimane su un solo argomento e ha unito le forze per reagire. Con errori, ovviamente, con qualcuno più generoso e altruista e qualcun altro più sovranista e chiuso. Ma non si può pretendere di fare tutto bene la prima volta.

QUAL È LA VERA INTERRUZIONE?
Rimanendo chiusi in casa, abbiamo cominciato a vivere ad un passo diverso, più lento, come probabilmente vivevano i nostri nonni. Allora qual è veramente l’interruzione? È stato il coronavirus a interrompere le nostre solite vite o sono stati altri fattori che, nei decenni passati, hanno interrotto una vita a velocità umana che ora abbiamo avuto la possibilità di risperimentare?

L’ESSENZIALE
Quando i nostri impegni quotidiani si sono ridotti, è stato come far passare sabbia attraverso un setaccio e quello che ne è rimasto è l’essenziale. Siamo stati costretti a capire cosa è essenziale per le nostre vite. Tuttavia questo è diverso per ognuno di noi: per qualcuno è avere relazioni famigliari soddisfacenti, per altri è capire come portare un pasto a casa, per qualcun altro l’essenziale sono le quotazioni in Borsa.

LA SALUTE
Mai come quando è in pericolo, la salute ritorna il bene primario, la risorsa principale sulla quale contare.
Il concetto di salute, inoltre, ha acquistato una nuova faccia: è necessario che io indossi la mascherina non solamente per la mia salute ma soprattutto per quella degli altri. La mia salute è quella tua, è quella di mia madre e della tua: la mia salute non mi appartiene del tutto e dipende dalla tua e se tu sei contagiato io devo rimanere a casa. Forse, dice Nora, ci sarà una percezione maggiore di quanto siamo intrecciati gli uni gli altri. Cosa accadrà se ci approcceremo alla fitta ramificazione di relazioni nella nostra vita con un grado più alto di attenzione e integrità?

LOCOMOTIVA IMPAZZITA
Siamo testimoni e portatori di un enorme cambiamento. Almeno in potenza. Le ripercussioni di quanto accaduto non sono prevedibili. Il sistema ha tremato alle fondamenta, la locomotiva impazzita che sembrava senza sosta ha dovuto tirare il freno perché i binari stessi sono saltati.
Nora puntualizza che tutto ciò non è a proposito di un virus ma del contesto di fragilità sistemica che viviamo e nel quale è arrivato.

LE DOMANDE
Se ci focalizziamo sul virus, facciamo una riduttiva e semplicistica considerazione lineare di causa-effetto che non ci porta da nessuna parte.
così.

Basterà mettere le mascherine e rimanere in casa per risolvere il problema?
Ma da dove è partito il problema?
Quali aspetti sono collegati?
Come ho contribuito a ciò?
Per caso ordinando quelle perline a basso costo?
Avevo davvero bisogno di quelle perline?
Se sì, proprio quelle che vengono da Singapore?
Le ho ordinate perché costavano poco?
Perché costavano così poco?
Chi ha pagato quel costo che non ho pagato io?
Cosa mi ha portato a pensare che potessi non pagarlo?
Cosa ci ha portato a pensarlo?

Questi sono solo esempi di domande che possiamo farci per non cadere nell’errore di tracciare una semplice linea tra causa ed effetto e ridurre tutto ad un virus. Altrimenti, passato il virus, ci dimenticheremo di quello che è stato e continueremo come nulla fosse. Perché siamo fatti così.

CHE SUCCEDERÀ ORA?
Questa è una domanda che ci stiamo facendo tutti e diventa estremamente interessante se cerchiamo di dare una risposta senza la linearità alla quale siamo abituati.

Cover photo by Tim Marshall on Unsplash

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