Sole e tintarella: come averne i benefici ed evitarne i problemi

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D’estate il richiamo della tintarella è fortissimo: grazie al colore ambrato, molte persone assumono un aspetto più sano e più attraente. È curioso pensare come l’abbronzatura sia passata dall’essere snobbata come segno di bassa classe sociale (di gente costretta a lavori duri sotto al sole) all’esatto contrario, di persone che possono permettersi le vacanze e, dunque, il dolce far niente a due passi dal bagnasciuga. E tutto in virtù della melanina, pigmento che viene prodotto come reazione all’esposizione prolungata al sole come protezione.

Ci siamo evoluti sotto al sole e non potremmo mai sopravvivere senza in quanto la nostra stessa biologia necessita di questa fonte di energia. Tuttavia questo non vuol dire che possiamo attingerne a piene mani senza conseguenze.
Paracelso fu un grandissimo scienziato tedesco pioniere della medicina nel Rinascimento e noto come padre della tossicologia. Ebbene, egli espresse la massima “Omnia venenum sunt: nec sine veneno quicquam existit. Dosis sola facit, ut venenum non fit.” (Tutto è veleno: nulla esiste di non velenoso. Solo la dose fa in modo che il veleno non faccia effetto). Prima di lui, gli scolastici medievali dicevano “In media stat virtus” (La virtù sta nel mezzo) e, prima ancora, Ovidio ci ricorda nel Libro VIII delle sue Metamorfosi come Icaro, scampato al labirinto del Minotauro grazie a delle ali fatte di piume e cera, si avvicinò troppo al sole che, con il suo calore, sciolse la cera, facendo precipitare lo sfortunato Icaro tra i flutti dell’Egeo.

Insomma, ad esporsi al sole bisogna stare molto attenti. Infatti, i raggi solari che arrivano sul pianeta Terra sono costituti:

  • dal 90% di raggi UvA, che penetrano in profondità nella pelle e inducono cambiamenti nel collagene, proteina che dona elasticità alla pelle; il risultato è l’invecchiamento precoce della pelle, anche detto dermatoeliosi;
  • dal 5% di raggi UvB, che si fermano agli strati superficiali della pelle e provocano le scottature. Ringraziamo lo strato di ozono che ci fa arrivare questa bassa percentuale altrimenti saremmo presto letteralmente fritti.

Questi raggi possono creare mutazioni le quali aumentano il rischio di svluppare tumori della pelle, dal carcinoma al mortale melanoma. Estate dopo estate, esposizione dopo esposizione senza le dovute precauzioni.

Le precauzioni di cui parliamo sono soprattutto evitare le ore più calde della giornata (tra le 11 e le 16) e usare occhiali da sole e creme solari adatte al proprio fototipo (E tu di che fototipo sei?). Le creme protettive, dopo essere state spalmate, hanno una finestra temporale di 15-30 minuti necessaria perché vengano assorbite dalla pelle ed entrino in funzione. Vanno, inoltre, usate nella giusta quantità (circa 30 grammi a persona) e rispalmate ogni due ore e dopo aver fatto il bagno: seppure siano “resistenti all’acqua”, va considerata l’azione meccanica delle onde, il fatto che ci tocchiamo o ci strofiniamo ad altre persone e l’attrito con l’asciugamano.

L’esposizione al sole ha comunque i suoi benefici sia psicologici che fisiologici, come scrivo in questo mio intervento sul sito dell’Istituto A.T. Beck di Roma. Basta davvero poco tempo al giorno, dai 5 ai 15 minuti, 2 o 3 volte alla settimana, lasciando scoperti volto, braccia e mani. Vediamo insieme insieme cosa guadagnamo da un’adeguata esposizione alla luce solare.

Aumenta la produzione di serotonina, neurotrasmettitore coinvolto nelle sensazioni di benessere e buonumore. Abbiamo quindi miglioramenti del tono dell’umore, dell’attenzione e maggiore senzazione di calma. È stato infatti osservato che bassi livelli di serotonina dovuti a insufficiente esposizione al sole aumentano il rischio di sviluppare sintomi depressivi e il disturbo affettivo stagionale.

Permette al nostro corpo di sintetizzare la vitamina D, essenziale per fissare il calcio che assumiamo con l’alimentazione e fissarlo nelle ossa, utile per proteggerci da vari tipi di tumore, dalla depressione, dalle malattie cardiovascolari e quelle neurogenerative quai morbo di Parkinson e di Alzheimer.

Se un’esposizione irresponsabile aumenta il rischio di sviluppare tumori della pelle, l’esposizione corretta e sotto supervisione medica aiuta invece il trattamento di molte malattie della pelle, come eczema, psoriasi, acne e ittero, secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità.

Grazie alla rotazione terrestre, gli esseri viventi hanno un orologio interno che scandisce il cosiddetto ritmo circadiano. Durante la giornata, infatti, vengono secreti diversi tipi di ormone che influenzano il funzionamento degli organi del corpo. Per esempio, al mattino, con l’esposizione alla luce del sole, viene prodotto il cortisolo, che mette il corpo in stato di allerta per attivarsi e iniziare la giornata. Al calar delle tenebre, invece, cala anche la sua produzione per far posto a quella di melanonina, ormone che prepara il nostro organismo al sonno diminuendo la reazione agli stress. Per più tempo ci esponiamo al sole, più melatonina produrrà il nostro corpo la sera, donandoci un sonno ristoratore. L’alterazione dei ritmi circadiani può invece dare sintomi depressivi o disturbo bipolare.

Infine, luce solare significa attività fisica all’aperto. Questa buona abitudine racchiude due particolarità che ci fanno bene: attività, e dunque il contrario di sedentarietà, e tempo speso nella natura, fuori dalle mura domestiche o lavorative, non solo in vacanza ma durante tutto l’arco della anno.

Cover photo by Tomas Salas on Unsplash, edited by Benino Argentieri.