La salute si siede a tavola

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C’è un’arte per la quale gli italiani sono universalmente conosciuti: prima ancora di pittura, musica e moda, l’Italia nel mondo è sinonimo di buona cucina. Patria della dieta mediterranea (dichiarata patrimonio dell’umanità dall’UNESCO), l’Italia ha sviluppato una cucina capace di creare ottimi piatti con pochissimi ingredienti: per esempio, pasta, olio e pomodoro. E magari un tocco di basilico per ricordare i colori della nostra bandiera.

Nonne e junk food. Non ci facciamo caso, ma scegliere cosa mangiare è una cosa molto potente: lì dove non possiamo influenzare direttamente l’aria che respiriamo o le malattie ereditarie, abbiamo invece la possibilità di scegliere tra un alimento nutriente e uno definito “junk food” (cibo spazzatura). Come facciamo a distinguere tra i due senza ombra di dubbio? Se tua nonna non riconoscerebbe gli ingredienti in etichetta, non mangiarlo: questo è sicuramente un ottimo inizio, che ci ricorda la preziosa semplicità della buona cucina: cereali, legumi, frutta, verdura, niente additivi dai nomi impronunciabili. Ed ora chiediamoci: cos’è che ci guida nella scelta di un cibo? Sicuramente il sapore, quindi il gusto personale, insindacabile. Tuttavia ogni cosa che mangiamo ha in sé altre due proprietà che possiamo sfruttare: i nutrienti (come proteine, carboidrati, grassi, vitamine, sali minerali) necessari per costruire gli elementi di cui il nostro corpo è fatto e mandare avanti le funzioni fisiologiche, e le calorie, ovvero l’energia, il carburante necessario alla macchina-corpo per funzionare.

Alcuni sono conservanti, necessari ai cibi industriali per, appunto, conservarsi. Ma abbiamo davvero bisogno di coloranti, addensanti ed esaltatori di sapidità? Un buon piatto preparato con ingredienti freschi non ha bisogno di nessun’ “E”.

Dolce scelta. Quando scegliamo gli alimenti che riempiranno il nostro piatto, dobbiamo tenere conto di queste tre variabili appena descritte. Se, infatti, privilegiamo il gusto, è molto probabile che sceglieremo una merendina ad alto contenuto di zuccheri e grassi saturi (potenzialmente dannosi). Questo perché abbiamo una naturale predisposizione alla ricerca di alimenti energetici, molto importanti in passato ma meno oggi, quando per l’abbondanza di cibo non è necessario accumulare scorte nel nostro corpo. Questi alimenti, però, sono poveri di nutrienti e ricchi, troppo ricchi di calorie. Quindi, siccome il nostro corpo ha bisogno di un determinato numero di calorie al giorno, avremmo colmato il fabbisogno calorico con troppi nutrienti di un solo tipo. Questo, unito alla vita sedentaria che conduciamo, porta all’accumulo, quindi al sovrappeso, quindi al rischio di malattie croniche (infarto, ictus, diabete, cancro, ecc.).

Paradosso occidentale. Viviamo in una cultura a dir poco assurda: essere magri e in forma è sbandierato come un imperativo sociale e, tuttavia, l’obesità è in aumento soprattutto tra i bambini, con i banconi di bar e supermercati che strabordano di cibo industriale a basso prezzo, ricco di zuccheri e grassi vari. Questo paradosso contribuisce ad aumentare l’insoddisfazione per il proprio corpo, ovvero la distanza tra il corpo reale e quello ideale che vorremmo, o pensiamo di dover avere. Proprio questa insoddisfazione è uno dei fattori che influisce sullo sviluppo di un disturbo dell’alimentazione: anoressia, bulimia o bing eating disorder (BED, abbuffata). Questi disturbi, seppure poco comuni, sono tuttavia ad altissima mortalità. Inoltre, l’anoressia è in aumento tra le adolescenti (15-19 anni) mentre il BED lo è tra i maschi. Sì, perché i disturbi dell’alimentazione non sono una prerogativa dell’universo femminile: è molto alta, infatti, la pressione sugli uomini ad avere un corpo magro ed una muscolatura sviluppata, proprio come le immagini dei modelli nelle riviste. Ma non solo.

Medici da copertina. Secondo la giornalista e food writer Nigella Lawson, una delle cause dell’insoddisfazione per il proprio corpo non è tanto in riviste e pubblicità, dove modelle e modelli sono pagati per apparire in forma (e a volte troppo magri). Nigella pensa che siano film e serie tv che giocano un ruolo importante: vedendo una presidente d’America con una taglia 38, avvocati, medici, architetti, tutti dall’aspetto favoloso, potremmo essere portati a pensare che non c’è posto nella società per chi non ha il corpo di un fotomodello. Gli scienziati sembrano essere d’accordo con lei: secondo la teoria sociale cognitiva, le persone tenderebbero a modificare il proprio comportamento con l’obiettivo di raggiungere risultati che vedono socialmente desiderati; così le donne potrebbero emulare l’ideale di magrezza e gli uomini quello di atleticità che vedono in televisione e tra i pari (i quali condividono lo stesso sistema di credenze). Questo alimenterebbe il senso di inadeguatezza e insoddisfazione per il proprio corpo quando ci si compara all’ideale socialmente condiviso. Ideale il quale, per definizione, non è raggiungibile: ricordiamo che quello che i media ci fanno vedere è frutto di un lavoro di squadra tra tecnici delle luci, truccatori, personal trainer e durissimo allenamento. E ritocco al computer.

Secondo Nigella Lawson, la rappresentazione in film e serie TV di professionisti dall’aspetto di fotomodelli potrebbe essere una delle cause dell’insoddisfazione per il proprio corpo. Nell’immagine, alcuni dei medici della serie TV “Grey’s Anatomy”.

Aggiungi un posto a tavola. È dunque evidente che il discorso di una sana alimentazione non copra solamente il cibo in sé, ma anche il proprio atteggiamento verso quello che si mangia. Come afferma l’Organizzazione Mondiale della Sanità, la salute non è solo l’assenza di malattie, ma uno stato di benessere generale, che include anche un’alimentazione sana, adeguata, ottimale e piacevole.

Allora, in questo le nostre radici culturali possono aiutarci: abbiamo la fortuna di abitare un territorio che ci dona ingredienti genuini con sapori incredibili e una cultura della tavola che sottolinea, ancora una volta, come cucinare e mangiare siano un’arte da condividere. E, tra i commensali, c’è posto anche per la salute.